L’Analisi Del capello 

 

 

 

Come analizzare il capello:

 

  • Lo stato di salute dei capelli può essere controllato ogni giorno da ciascuno: la pelle è uno dei primi organi a segnalare se c’è qualche defaillance anche in altri parti del corpo, e la classica “brutta cera” non è altro che quel campanello d’ allarme. Se la pelle segnala sofferenza , del fegato, dei reni o di se stessa,allora non ci si può non accorgere che anche i capelli stanno soffrendo. Può essere sufficiente pettinarsi al mattino e vedere i capelli non rimanere in piega come al solito, oppure “ sentirli” più secchi e induriti, oppure vederli più opachi e brutti, anche dopo lo shampoo. Oppure può capitare di trovarli, numerosi , sul cuscino la mattina alzandoci, o nel pettine e nel lavandino durante la toeletta. Quando ci si accorge che qualcosa non va e permane nonostante le amorevoli cure, è giunto il momento di tenere i capelli sotto controllo.

  • Per prima cosa serve un esame di coscienza, nel senso di soffermarsi un momento a guardare la nostra vita, le nostre abitudini alimentari, i nostri rapporti con le persone, con il lavoro, con noi stessi. Se qualcosa non è apposto, ed è facile data la vita stressata che più o meno tutti conduciamo, allora mettiamo sotto controllo la capigliatura. All’inizio si può fare da soli, per vedere se non si tratti di malessere passeggeri, poi, se del caso, una visita da uno specialista serio non guasta. Lui potrà dire se c’è un eccesso di produzione sebacea, se l’attività dei bulbi piliferi è normale o ridotta, se ci sono carenze alimentari o minerali e cosi via. O se si tratta di problemi esistenziali.

  • C’è un esame dei capelli che tutti possiamo fare, e ce ne sono altri che solo uno specialista o un laboratorio possono eseguire. Quello che si può fare da soli è contare i capelli che cadono ogni giorno, per un tempo prestabilito, prima, durante e dopo una qualsiasi cura. È un metodo economico e pratico. Lo si consiglia solo a chi è decisamente atterrito dall’idea della calvizie, e poiché è un procedimento noioso, ci si deve applicare con metodicità maniacale. In alcuni casi ci si rende conto dello stato psicologico cui si è arrivati e si comincia a ragionare un po’ di più. È vero che la psiche umana è un po’ stravagante: se uno va dal medico e questo non gli prescriva un po’ di medicine, il paziente non è contento; se uno va dal professore e la parcella non è salata, il paziente ha l’impressione che il medico non sia bravo perché è troppo economico (salvo poi protestare pubblicamente per le parcelle troppo alte); se uno non si fa seguire a caro prezzo da uno specialista o da un centro tricologico pensa di fare una cosa di poca importanza. Però si può almeno cominciare.

  • Se dopo una passata rimangono bel pettine troppi capelli ( più dei famosi 50-100 fisiologici, considerando che più capelli si hanno, più se e possono perdere) e si pensa di controllare la situazione prima di un’eventuale visita medica, ci si può costruire un rigido “protocollo” di osservazioni, come quello che propongo qui di seguito. Se poi tutto passa ed è stato u falso allarme, si sarà contenti perché si avrà anche risparmiato qualche centinaio di euro. Si tenga conto che quando ci si lava i capelli o li si spazzola, i risultati del test saranno alterati per la perdita maggiore dovuta alla frizione e all’asciugamano, ma anche in primavera e in autunno, soprattutto intorno a novembre, perdiamo più capelli del solito (se siamo gente mediterranea).